lunedì 7 febbraio 2011

LA CONDIZIONE FEMMINILE NEL MONDO !!!!!!!!!!

È veramente triste, all'alba del terzo millennio, dover ancora affrontare il problema della condizione femminile nel mondo: significa che civiltà e progresso non sono stati sufficienti a risolverlo, che l'uomo ha quasi conquistato lo spazio, ma non ha imparato ad amare e soprattutto a rispettare "l'altra metà del cielo".
Nella maggior parte delle culture di cui siamo a conoscenza, i maschi hanno gestito il potere politico e religioso, hanno comandato in famiglia e svolto i lavori più redditizi, sono stati abbastanza liberi di scegliere il proprio destino.
Le donne venivano considerate persone deboli e inferiori; erano spesso emarginate dalla società ed escluse dalle sedi in cui venivano prese decisioni importanti. Il loro posto essenziale era la famiglia: la cura dei figli,dei mariti e della casa. Questo ruolo prestabilito, assieme a molte discriminazioni vere e proprie, ha impedito che le donne potessero esprimersi liberamente ed essere se stesse, obbligandole al silenzio e all'invisibilità in un mondo dominato dai maschi.
Solo nella prima metà del Novecento ottengono risultati positivi sia nell'ambito del lavoro che in quello dei diritti. Chiamate, durante i conflitti mondiali, a ricoprire i posti lasciati vacanti dagli uomini, non accettano più di tornare a casa e l'espansione economica del dopoguerra permette loro di mantenere i posti di lavoro. In tempi più recenti, con la scolarizzazione di massa e l'espansione del terziario, le donne si sono inserite in quasi tutti i campi della vita sociale, economica e politica e, cosa più importante di tutte, decidono la loro vita in modo autonomo. Questi cambiamenti sono il risultato di una grande battaglia politica che nel periodo tra le due guerre ha fatto loro ottenere il suffragio universale e alla fine degli anni sessanta i diritti civili (divorzio, aborto; tutela della maternità) per costruire una nuova società di uguali. Un contributo decisivo in questa direzione è venuto dall'ONU, che ha attivato diverse iniziative quali, per esempio la Conferenza di Nairobi, la Conferenza del Cairo e, in tempi più recenti, la Conferenza di Pechino.
Oggi possiamo affermare che nei Paesi occidentali i diritti delle donne sono legalmente riconosciuti e le leggi italiane sono tra le più avanzate d'Europa, soprattutto quelle per la tutela della maternità e sulle pari opportunità. Nonostante le leggi, molti ostacoli si frappongono ancora tra le donne e la carriera: infatti sono pochissime quelle che occupano posti di vertice nelle aziende e nei partiti politici, continuando la loro giornata ad essere la somma di due fatiche, quella domestica e quella extradomestica. Occorre realizzare quelle strutture sociali che consentirebbero di conciliare il lavoro fuori casa con la vita domestica, e particolarmente efficace potrebbe risultare la legge sul lavoro part-time.
Se però allarghiamo lo sguardo al mondo intero, il quadro è per varie ragioni sconfortante; il genere femminile, che costituisce poco più della metà dell'umanità e svolge i due terzi circa del lavoro globale, non possiede che un decimo della ricchezza, è rappresentato minimamente nei parlamenti, subisce forti discriminazioni. La piaga della violenza sessuale esiste in tutti i continenti, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo e non conosce differenze sociali o culturali; secondo l'OMS almeno una donna su cinque nel corso della vita subisce abusi fisici o sessuali.
In paesi come la Cina e l'India, dove nascere donna è spesso considerata una disgrazia, migliaia di neonate vengono lasciate morire per cure inadeguate o per abbandono.
Nei paesi del terzo mondo la violenza sulle donne è una normale componente del tessuto culturale e non viene identificata come tale neppure dalle sue vittime.
Anche la povertà miete vittime in primo luogo tra le donne; in Nepal circa l0mila ragazze ogni anno vengono vendute dalle famiglie per essere avviate alla prostituzione e nell'Asia sudorientale sono oltre mezzo milione le bambine costrette a tale attività.
Un problema specifico di alcune culture africane è invece quello della mutilazione genitale, ancora ampiamente praticata ed effettuata in condizioni sanitarie abominevoli, senza anestesia e soprattutto su bambine anche in tenerissima età. Gli effetti sulla salute sono devastanti e colpiscono le donne in ogni momento della loro vita sessuale e riproduttiva. Sarebbero 130 milioni le donne che hanno subito questa mutilazione e i flussi migratori stanno facendo arrivare il problema anche nei paesi occidentali.
Un altro fattore di disuguaglianza è quello derivante da motivi religiosi, presente soprattutto nei paesi di religione islamica, dove le donne sono vittime di pesanti discriminazioni. Diffusi in alcuni paesi musulmani, i gruppi integralisti si propongono di trasformare la società secondo le regole del Corano e di imporle come legge dello Stato. In Algeria alle donne è imposto di portare l'hidjab, il velo, e di vivere ai margini della società; in Iran, in Afghanistan è imposto il burka e alle donne è preclusa l'istruzione.
Un'altra piaga che colpisce le donne in ogni parte del mondo è lo stupro: sconvolge sapere quanto sia diffuso in paesi ricchi e civili quali gli Usa e il Canada, ma ancor più sconvolgente è scoprire come per esempio in Pakistan, per avere giustizia, la donna debba presentare quattro testimoni maschi e non possa testimoniare lei stessa. Inoltre, se la vittima non riesce a dimostrare il reato viene incriminata per attività sessuali illecite, incarcerata, frustata pubblicamente; in Nigeria, per un fatto analogo, è stata condannata alla lapidazione Safja, per la quale si stanno mobilitando anche le donne italiane. La violenza sessuale è anche un'arma di guerra, solo da poco riconosciuta come tale dalle leggi internazionali. I conflitti con un forte connotato etnico, come quelli nei Balcani o in Africa centrale, vedono l'uso dello stupro come strumento bellico da parte di entrambi i contendenti. Concludendo, posso affermare con rammarico che, se è pur vero che la condizione femminile si è evoluta e i mutamenti più significativi si sono avuti in Occidente, molto probabilmente la liberazione di quella parte dell'umanità definita "l'altra metà del cielo" è solo agli inizi.
Zarita


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